Pozze di abbeverata

Nei territori carsici la presenza di acque superficiali è scarsa, pertanto si rendono necessarie delle pozze per abbeverare il bestiame. Queste si presentano come dei piccoli stagni, talvolta temporanei. Sembrano ambienti marginali, invece sono degli affascinanti scrigni di biodiversità con un’ecologia molto complessa, attorno ai quali ruota la vita della maggior parte degli animali presenti sull’altopiano. Le creature delle pozze si dividono in acquatiche, legate permanentemente allo stagno stesso, anfibie, che sfruttano la pozza per la riproduzione e terrestri, che vi si recano per bere e lavarsi.

Abbeverata
Abbeverata

Prelevando un bicchiere di acqua da una pozza ed osservandola attraverso la luce del sole, basta una lente d’ingrandimento per osservare centinaia di minuscole creature che nuotano a scatti. Si tratta di piccoli crostacei, in cerca di alghe ed altri microrganismi, alla base della catena alimentare di questo piccolo mondo. Altrettanto semplice è osservare gli insetti acquatici, che nuotano nello stagno. Fra questi avremo larve di libellula, lucenti ditischi, gerridi pattinatori e notonette che nuotano a testa in giù sotto il pelo dell’acqua.
A partire da marzo le pozze si animano di vita: inizia la stagione riproduttiva dei rospi comuni e smeraldini, poi toccherà alle rane dalmatine e ai tritoni. Tutti si recano nell’acqua per accoppiarsi e deporre le uova. La natrice dal collare, o biscia d’acqua, si aggira in cerca di prede e per deporre le sue uova negli accumuli di detriti vegetali, al bordo dell’acqua: sarà il calore della decomposizione a farne schiudere le uova. In Maggio molti girini nuoteranno nell’acqua, insidiati dalle piccole bisce e dalle larve di libellula, i cui adulti si esibiscono in lotte aeree per conquistarsi un territorio sopra lo stagno. Sempre in primavera l’acqua è indispensabile anche alle api, per preparare la pappa con cui nutrire le larve.
Piccoli uccelli si recano alle pozze per bere e lavarsi il piumaggio, ed alcuni, come scriccioli e pettirossi, amanti dei luoghi umidi, faranno il nido nelle loro vicinanze. Nibbi bruni e poiane, abili predatori caleranno sulle pozze in cerca di prede, distratte dalla presenza dell’acqua.

Pozza in inverno
Pozza in inverno

Tra i primi frequentatori serali delle pozze, dove la vita non si arresta mai, ci sono i pipistrelli. Questi utilissimi insettivori, sempre più minacciati dalla scomparsa del loro habitat e degli insetti di cui si cibano, sull’altopiano hanno sempre avuto molte possibilità di rifugio. Durante il giorno riposano nei loro cunicoli sotterranei, che offrono una relativa tranquillità ma non la possibilità di abbeverarsi. Pertanto, quando emergono allo scoperto, tutti si recano subito alla più vicina fonte d’acqua. Questa abitudine offre agli studiosi una preziosa opportunità per incontarli e studiarli.
I cinghiali si rotolano nel fango, indispensabile per liberare il pelo da fastidiosi parassiti, quindi, nelle zone più ricche di fango troveremo le tracce del loro passaggio notturno: gli “insogli”, avvallamenti caratteristici, pieni di acqua torbida.
Frequentando le pozze nelle notti primaverili potremo ascoltare i concerti degli anfibi oppure avvistare qualche salamandra, la quale tuttavia, non ama l’acqua stagnate per la riproduzione.
La notte facilita l’ascolto dei rumori, quindi, dai prati circostanti ci arriverà il suono meccanico e misterioso prodotto dal succiacapre, un uccello predatore di falene che frequenta le zone aperte. Dal bosco invece ci giungerà la voce dell’allocco, che frequenta talvolta le pozze in cerca di prede.

Le pozze sono un habitat per molti anfibi
Le pozze sono un habitat per molti anfibi