Natura

L’area ricompresa nel Monumento naturale e Sito di Importanza Comunitaria Altopiano di Cariadeghe è porzione significativa e rilevante dell’ambito territoriale denominato «Altopiano di Cariadeghe», del quale occupa la porzione più settentrionale e più rilevata. Tale ambito costituisce la parte sommitale di un vasto insieme orografico delle Prealpi bresciane, delimitato a Sud e a Sud-Est dalla pianura pedemontana, a Nord dalla valle di Caino e del torrente Vrenda, divergenti dal colle di S. Eusebio (m 570), ad Ovest dalla valle Salena e dalla conca di Botticino, dilavanti dalla sella di S. Vito (m 566), che separa questo massiccio dai monti Salena e Maddalena.
La configurazione orografica è caratterizzata dalla grande conca dell’altopiano, la cui parte Nord si innalza verso una dorsale formata dalle massime elevazioni della zona, m.te Ucia (m 1.168), m.te Fontanelle (m 929), m.te Olivo (m 934) e m.te Tre Cornelli (m 877), oltre la quale, verso settentrione, i fianchi precipitano sulle valli del Vrenda e di Caino con accentuata pendenza, mentre a Sud i versanti degradano più dolcemente verso la pianura del Chiese. Ad Ovest l’altopiano è ben delimitato dall’allineamento costituito dal m.te Dragoncello (m 1094) e dal Dosso del Lupo (m 1157).
Le culminazioni citate costituiscono i rilievi più elevati della zona, ai quali vanno aggiunti il m.te S. Bartolomeo (m 933) ed il m.te Zucco (m 987) che si ergono all’interno dell’altopiano vero e proprio, rivestendo un particolare significato geomorfologico (coni carsici). A Sud l’altopiano non presenta margini ben definiti, raccordandosi senza soluzione di continuità ai rilievi che degradano verso la pianura.

L'Altopiano visto dal Monastero di San Bartolomeo
L’Altopiano visto dal Monastero di San Bartolomeo

L’intera area classificata come e SIC e Monumento naturale, appartiene all’ambito amministrativo del Comune di Serle (BS).
Il fatto di appartenere ad un unico territorio comunale, se da un lato risulta funzionale sotto il profilo della gestione, dall’altro risulta riduttivo sotto il profilo delle finalità di salvaguardia degli areali carsici presenti anche nel territorio dei comuni limitrofi quali: Nave, Botticino, Nuvolera, Nuvolento, Paitone, Gavardo.
Risulta impensabile a tutt’oggi l’estensione di un vincolo istituzionale a tali ambiti, anche se appare non irrilevante e già positivo il fatto che, verificando la pianificazione vigente nei comuni limitrofi, l’area del SIC risulti circondata da zone a destinazione agricole con grado di tutela diversificato.
Inutile ricordare che a livello ecologico generale, l’individuazione di aree per la protezione ed il mantenimento di ambienti peculiari, naturali o seminaturali, con il loro patrimonio di specie animali e vegetali, il substrato geologico, il suolo, il clima, risponde alla necessità di garantire, per il futuro, la conservazione degli ecosistemi e della biodiversità e, per il presente, quello di migliorarne la qualità. Pertanto anche la redazione di uno strumento di pianificazione che regoli l’uso e la valorizzazione di tali aree dovrà essere affrontato con approccio innovativo e propositivo.

Inverno sull'Altopiano
Inverno sull’Altopiano