Fenomeni carsici

Alcuni fenomeni carsici si rendono particolarmente evidenti in superficie e divengono gli elementi maggiormente caratterizzanti del paesaggio dell’altopiano di Cariadeghe.
Fra questi vi sono le doline, termine di lingua slava che indica le profonde depressioni del terreno, che costellano le zone carsiche. Nel dialetto locale sono note col nome di val o valù (valle, vallone). La loro natura di depressioni chiuse tutt’attorno, senza sbocco, ha generato il toponimo di vai surde (= valli sorde), proprio nella zona centrale dell’altopiano. Il loro numero è così elevato che in alcuni settori sono una accanto all’altra, se non addirittura fuse insieme.
Osservando il paesaggio da lontano la presenza delle doline non sempre è intuibile, risultando mascherata dal pareggiamento della vegetazione boscosa. Infatti, gli alberi posti sul fondo, crescono più alti in cerca di luce annullando la percezione degli avvallamenti nei quali si sviluppano.

Dolina nei Prati della carlina
Dolina nei Prati della Carlina

Le doline possono essere di ogni forma, dimensione e profondità. La maggior parte di esse si presenta come una depressione grossolanamente circolare e a forma di imbuto, ciotola o catino, con il fondo più o meno scavato o appiattito dalla presenza di sedimenti. Spesso si presentano asimmetriche, con i fianchi più ripidi (o quasi verticali) da un lato e più dolci dall’altro.
La forma a imbuto rappresenta l’esempio più tipico di dolina di soluzione normale, che si genera là dove più facilmente l’acqua inizia il suo viaggio sotterraneo per la presenza di fessure nella roccia sottostante. Nel tempo, tale azione si concentra sul fondo dell’imbuto, per cui la dolina aumenta profondità e dimensione. In casi non comuni sull’altopiano, le doline hanno l’aspetto di larghe voragini, con pareti rocciose ripide o addirittura verticali: sono doline di crollo e la loro formazione può essere alquanto repentina, poiché dovuta al collasso della volta di qualche cavità sottostante.
Nelle doline si crea un interessante fenomeno di “inversione termica”, per cui l’aria più fredda tende a restare in basso mentre l’aria calda sale verso l’alto. Questo influenza le piante che si dispongono in modo inverso rispetto a quanto non facciano su una collina. Infatti le specie amanti del caldo e del sole (come ad esempio lo scotano) cresceranno più in alto rispetto alle specie che amano l’ombra e l’umidità (come ad esempio il carpino bianco).

Rocce affioranti dal terreno
Rocce affioranti dal terreno

Oltre alle doline, l’esito dell’azione chimica dell’acqua sulla roccia si rende tangibile in modo ancora più diretto ai nostri occhi in presenza dei Karrenfeld, o più semplicemente Karren. Si tratta di un termine tedesco, che nella nostra lingua possiamo tradurre con il termine di massi solcati e, quando interessano una certa estensione, campi solcati. In questo caso, la superficie esposta degli strati rocciosi si mostra interessata da varie forme di corrosione. La roccia nuda si presenta scolpita, scanalata da numerose docce, traforata, cariata, variamente frastagliata. Da sempre ha colpito la fantasia dell’uomo, tanto che i blocchi traforati vengono spesso utilizzati nei giardini come elementi decorativi e come bordura delle aiuole.
Le forme che possiamo osservare sono molto varie. Le più comuni, e anche più intuitivamente semplici, sono date da scannellature parallele delimitate da creste affilate, determinate dallo scorrere dell’acqua, quindi decorrenti diritte lungo la massima pendenza delle superfici più inclinate. Quando l’inclinazione è molto dolce e si avvicina all’orizzontalità, si formano invece solchi ad andamento serpeggiate che, col tempo, si approfondiscono sempre più.
A seconda delle condizioni ambientali, morfologiche, litologiche, climatiche, ecc. possiamo avere, oltre alle scannellature e ai solchi, alveolature, vaschette di corrosione, isolate o coalescenti, massi traforati, fino alle pietraie carsiche, quando la dissoluzione è tale da isolare pezzi di roccia.
La composizione mineralogica e la purezza di un calcare, cioè se formato in tutto o in parte da carbonato di calcio, può aumentare o diminuire il suo grado di solubilità nei confronti dell’azione corrosiva dell’acqua, pertanto è logico pensare che l’entità di tutte queste forme dipende in larga misura dalla natura della roccia e dall’abbondanza delle precipitazioni.
Sull’altopiano di Cariadeghe, notevolmente coperto da suoli residuali e caratterizzato soprattutto da estesi campi di doline, non sono molto diffusi i campi solcati, che possiamo osservate soprattutto sul versante nord del Monte Zucco e verso l’elevazione del Monte Ucia.

karren
Karren