Magrena

Riferisce il Vezzoli nel volume “Serle e la sua gente” che a Magrena, la casa Franzoni – Bodei di cui si dice sia stata sede di convento fu rifatta con gusto settecentesco. Nella parte prospiciente la strada presenta finestrini ovali; all’interno si notano una loggetta e un portico poggiante su pilastri quadrangolari di blocchi sagomati di evidente impronta romanica. La serraglia dell’arco porta la data 1607, sormontata dalla sigla IHS che ricorda S. Bernardino sa Siena.
In realtà la data riporta l’anno di una ristrutturazione, mentre l’origine risale ai sec. XII – XIII. Intorno ad essa deve essersi sviluppato il piccolo borgo di Magrena, che fa discendere il proprio toponimo da macredum, termine latino dal dubbio significato tra magrezza e sterilità. Ancor oggi, sulla via principale, un tempo acciottolata secondo il gusto benedettino, si aprono abitazioni che, seppur restaurate o modificate, presentano caratteri architettonici molto antichi e singolari. La casa dei Bodei (“Marenda”), pur essendo datata 1586, riporta anch’essa il monogramma di S. Bernardino da Siena ed elementi romanici. Lo stesso si può dire della casa Tanassi (ora “Neneta”) che, pur riportando sul portale la data 1601, evidenzia archi, capitelli e colonne a sezione quadrata di epoca antecedente. Anche altri edifici presentano, sotto i vari rifacimenti di epoche diverse, una caratteristica comune: lo stile monastico.

Magrena (1)