Castello

Chi da Serle va verso S. Gallo o Botticino attraversando la contrada di Castello, può notare un edificio di consistente mole. A prima vista pare non presenti nulla di particolare, anzi è evidentissima una mescolanza di stili e di gusti dovuti alle esigenze di un’edilizia comoda e moderna; osservandolo con attenzione, però, si evidenziano elementi architettonici di pregevole antichità: finestre con architravi sagomati e sporgenti, davanzali lavorati ed una scala a chiocciola in pietra.
Inoltre la presenza di enormi massi squadrati alla base dei muri, ricostruiti anche di recente, di una piccola corte interna e di due torrioncelli, uno sul lato Est e l’altro sul lato Ovest, ci danno la certezza di essere in presenza di un edificio di epoca medioevale o di quel che resta di esso.
Si ignorano comunque le sue origini, ma si possono intuire dalla sua ubicazione e dai suoi rapporti con il vicino Monastero benedettino di S. Pietro in monte Orsino.
La strada, che metteva in comunicazione il monastero con Brescia, passava per questa località ed anche i viandanti, che nel Medioevo venivano dalla Valle Sabbia, percorrevano il tragitto coste di S. Eusebio – Monastero – Castello di Serle – Botticino.

Castello
La piccola rocca fu eretta come rifugio delle poche famiglie di coloni che lavoravano i terreni che il monastero aveva su quest’altopiano, coltivati a biade e a vigne. In seguito la fortificazione venne tenuta in feudo dai Lavellongo e dai loro discendenti fin verso la fine del XIV secolo.
Poi, con la decadenza del complesso monastico, nel drammatico succedersi delle lotte tra Guelfi e Ghibellini, nel 1311 il maniero divenne uno degli avamposti fortificati nella lotta all’imperatore tedesco Enrico VII.
Da allora monastero e castello furono al centro di tristi vicende. Nell’estate del 1373 le truppe viscontee, sconfitte a Gavardo dal vecchio capitano di ventura inglese Giovanni Hakwood, detto l’Acuto, si rifugiarono sui monti di Serle . Dieci anni dopo attorno al castello si sarebbe svolto lo scontro tra Giovanni da Castiglione, condottiero dei Visconti, e il triumplino Ronzone, capo di una formazione guelfa. Erano circa duemila, dei quali cento caddero intorno a Serle. Il Castiglione, in quella battaglia, incendiò e guastò vari luoghi di Serle e si rifugiò sopra Nozza dove il Ronzone lo raggiunse e lo assalì togliendolo di là. Non molti anni dopo, nel 1439, Serle fu colpita dalla peste e dalla fame ed il castello venne occupato dalle truppe dei Visconti durante un’incursione di Taliano del Friuli.
Fu probabilmente questa la fine del monastero e del castello di cui, oltre ai resti, rimane anche la disposizione dei “löcc”. Si suppone, infatti, che questi siano sorti per custodire il castello stesso: la Val e i Röse per controllare l’accesso nella Valle (da Nuvolera), i Pie per avvistare eventuali attacchi da Botticino, i Costanti per verificare incursioni da Serle, il Fenelet ed i Masöle per garantire più da vicino la difesa della loro rocca.