Bornidolo

Quasi sull’orlo di una striscia di altopiano declinante da 595 metri ai 290 del Rio della Costa, che segna il confine naturale con Paitone, si sviluppano alcune località da cui si nota un panorama di campi e villaggi, di alture e di acque che si stende al loro sguardo.
Cà dei Tomas, Cà dei Tampe, Cà dei Pie, Camblina, Bornidolo e Montegnana sono i nomi di questi borghi. Il più antico e popolato di questi piccoli nuclei di case è Bornidolo, che vede trarre l’origine della propria denominazione da “burna”, che significa “termine, confine” o da “buren”, che è sinonimo di burrone. Entrambe le etimologie possono essere accettate, in quanto suffragate dalla posizione geografica della zona.
Qui l’uomo, nell’arco dei secoli, ha notevolmente modificato l’aspetto originario del territorio costruendo numerosi terrazzamenti, sostenuti da muri a secco per conquistare più terreno coltivabile possibile. Le significative produzioni di frumento, uva, ciliegie, castagne e fieno che ne conseguirono, ben presto diedero ragione agli sforzi compiuti. In breve tempo il borgo diventò il centro agricolo serlese per eccellenza.Mmolti suoi abitanti acquistarono inoltre terreni fertili a Nuvolento, Nuvolera, Paitone; fu un’azione necessaria non solo per mantenere un’invidiabile autosufficienza economica, ma anche per poter imporre la propria preponderanza sui commerci e sugli scambi locali. Infatti alcunee famiglie di Bornidolo diventarono le più agiate di tutto Serle. Nelle loro case c’erano stalle gremite di bestiame, cantine che conservano vini, salumi e latticini e sui fienili erano stipati grano e foraggi in quantità.
Anche l’architettura ne subiva il condizionamento e le costruzioni, pur essendo di tipo rurale, presentavano in alcuni particolari sia esterni che interni strutture edilizie di finezza non comune.
Ancora oggi, nonostante le ristrutturazioni, possiamo notare edifici con elementi architettonici significativi. La maggior parte di essi risale ad un periodo che va dal XVI al XVII secolo. La casa più antica, forse del 1400, sul davanti è fornita di un ampio portico e di tre arcate a sesto ribassato in mattoni a vista. Un’altra, datata 1606, presenta anch’essa un grande porticato che poggia su larghi pilastri; sulla parete è dipinto un affresco con Madonna del sec. XVI. All’interno stanze a volta, a botte, a crociera, di pietra a vista.
Di quell’epoca pionieristica degli agricoltori bornidolesi oggi è rimasto ben poco. Molti testimoni di un pregevole passato sono rimasti solo alcuni utensili.

Bornidolo