Biciocca

Dalla consultazione delle mappe del Catasto Napoleonico risulta che Manzaniga e Biciocca, ancora nel 1814, fossero un’unica contrada costituita da due soli grandi edifici, entrambe costruiti con caratteristiche di “casa torre”, per tutelare gli abitanti dalle continue scorrerie di bande di sbandati e malfattori che imperversavano nella zona.
Le collegava un’erta mulattiera che dal piano, attraverso il Peladol e il Dosh, giungeva loro alle spalle, affiancandole strettamente, per poi proseguire verso Flina.
L’acciottolato, affiorante ancor oggi dalla stratificazione del materiale di risulta, evidenzia nella disposizione delle pietre una certa analogia con quella tipica delle vie benedettine che, dal Monastero di San Pietro in Monte Orsino, si diramavano verso il Pedemonte.
Solo nella prima metà del secolo scorso vennero ad identificarsi i due attuali piccoli borghi, separati dalla nuova strada comunale.
Ma lo stile monastico rimase e non casualmente: si può riscontrare nei muretti a secco che sostengono gli stretti lembi dei terreni degradanti a balze verso valle, ed è evidente anche in molte strutture delle sue costruzioni.
Persino la disposizione dei portali, rivolti verso il monastero, trae origine da un costume benedettino; una scrupolosa analisi degli archi a tutto sesto ne conferma l’ipotesi.
La superficie esterna (estradosso), infatti, è costituita da due segmenti di pietra della medesima misura, disposti con simmetria e collegati al centro da un quinto elemento che fa da chiave (serraglia), come la tecnica conventuale di allora esigeva.
Biciocca che, con i suoi m. 314 s/m, è la più meridionale delle frazioni serlesi. adagiata su un breve altopiano che degrada verso Nuvolento, è costituita da edifici di epoca recente che pare cingano l’unica costruzione antica: ca dei Mercantc. L’epoca e lo stile del fabbricato sono difficili da accertare perché la struttura, dopo essere andata in rovina per un incendio devastante, venne ricostruita con gli stessi ruderi: alcuni collocati in maniera appropriata, altri disposti con una certa approssimazione. Il contesto, comunque, ci fa pensare ad una dimora fortificata di tipo difensivo ed i resti delle alte mura perimetrali e i doppi portoni lo confermano. Ad avvalorarne la tesi concorre anche il toponimo del luogo che significa bicocca, ossia piccolo castello a guardia di un’altura. Fornire quindi una smentita o una conferma è cosa piuttosto ardua. Ci si limita a definirla una costruzione semi-rurale, un tempo adibita ad esigenze agro-pastorali con locali che fungevano da fienile, stalle, porcilaia e cantina. Oggi, in parte, è stata ristrutturata ma con gusto moderno mentre la restante, lasciata all’incuria, rischia di crollare.