Berana

La data che attesta l’origine del comune di Serle è il 19 maggio 1138, quando la Pieve di S. Stefania di Nuvolento, per mandato del Vescovo Manfredi, deliberò la costituzione della nuova comunità civile e religiosa, indipendente dal Monastero di S. Pietro in Monte e dalla Pieve di Nuvolento.
In tal modo gli “uomini di Serle” vedevano riconosciuto il diritto di costituirsi in libero comune e di avere una loro chiesa che venne costruita per prima (forse dedicata a S. Silvino), perché quella di S. Maria era troppo piccola ed apparteneva ancora al Monastero di S. Pietro.
Nel corso dello stesso secolo anche il comune faceva edificare una propria casa; molti documenti redatti all’epoca riportano infatti la dicitura: “dalla piazza del Comune degli uomini di Serle”.
Quindi la civica abitazione doveva guardare sulla piazza ed essere attigua a quella religiosa perché ancor oggi se ne trovano tracce sul muro prospiciente l’attuale parrocchiale edificata al posto della vecchia.

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Creati i due fabbricati principali, pian piano ne sorsero altri accostati l’uno all’altro. Era la nascita del Centro della comunità serlese, identificato nelle contrade di Chiesa e Casella a cui facevano riferimento le altre nove, sparse sul vasto territorio.
Dell’epoca sono rimaste, purtroppo, esigue testimonianze; narrano le cronache di quel tempo che alla fine del settembre 1439 le bande armate mercenarie del Piccennino e di Taliano del Friuli, al soldo dei Visconti di Milano, vittoriose nella cruenta battaglia di Gavardo, per assalire il resto delle truppe veneziane dello Sforza accampate a S. Eufemia, attraversarono l’altopiano saccheggiando ed incendiando le misere case.
Questo pare sia il motivo per cui a Serle non è facile trovare costruzioni anteriori alla prima metà del XIV secolo, mentre sono frequenti quelle edificate tra la fine del XV secolo e nel corso del XVI.
Infatti di tale periodo sono rimasti alcuni portici a tre arcate, le stanze a botte, a crociera e a volta e le tipiche scale esterne nel cui sottoscala erano collocati il porcile e il pollaio. Nelle nuove ristrutturazioni questi caratteristici elementi architettonici vengono evidenziati e conservati con lo scopo di salvaguardarli.
Lo stesso fine si può attribuire anche alle due chiese. Nella parrocchiale di S. Pietro in Vincoli, edificata tra il 1711 e il 1747, sono conservati notevoli dipinti, affreschi sculture e stucchi.
Nella chiesa della Santissima Annunziata, edificata molto prima del 1138 dai Monaci Benedettini ed arricchita di campanile e di portico nel 1566, fanno bella mostra di sé non solo opere artistiche di Bresciani, ma anche quelle di artisti italiani e stranieri.

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Non si trovano, almeno fino ad ora, notizie della nuova parrocchiale se non in una relazione del 1739, dalla quale risulta che un tal Innocenzo, figlio dell’Ospitale di Brescia, aveva costituito erede dei suoi beni “una casetta e un campetto sassivo quasi sterile” la veneranda fabbrica della Nuova chiesa Parrocchiale di Serle, il 3 giugno 1739.
Come non si trova cenno dell’altare maggiore della nuova parrocchiale. Può avervi provveduto la fabbriceria, della quale però non si sono trovati documenti, pur conoscendosi per fonti indirette che, come le confraternite del resto, più volte ebbe a fornire al Comune aiuti economici.