Don Pietro Boifava

Se provassimo a chiedere ai serlesi chi fra i loro antenati possa incarnare i valori di coraggio, di giustizia e di libertà, la risposta sarebbe unanime: don Pietro Boifava.
Nato il 28 luglio del 1794 da una famiglia contadina sufficientemente benestante, Boifava in giovane età entrò in seminario. Fu ordinato sacerdote il 23 dicembre 1820 e due giorni dopo celebrò nella parrocchiale di Serle la sua prima messa.
Il curato don Boifava seppe trasformarsi in valoroso patriota, favorito anche dalle condizioni ambientali della parrocchia in cui si trovava il parroco don Pietro Baronio, fervente patriota, e un altro curato, don Giovanni Ligarotti, con le stesse idee. Le prime imprese di don Pietro che, col medico Pietro Marinoni, si pose alla testa di un gruppo di coraggiosi parrocchiani armati di fucili, pistole e sciabole, risalgono al marzo del ’48 quando, a Rezzato, intercettò un convoglio austriaco carico di armi e furono catturati e condotti in città presso il conte Bevilacqua circa duecento soldati croati con sette ufficiali.
Pochi giorni dopo, la stessa sorte toccò ad un intero battaglione austriaco di cinquecento soldati e un’ottantina di ufficiali disarmati presso Padenghe, grazie ad una beffa architettata personalmente dal prete serlese.
Dopo una sconfitta riportata a castel Toblino fu, per qualche mese, costretto all’esilio in Svizzera donde rientrò per preparare, assieme ad altri capi dell’insurrezione, quelle che passeranno alla storia come le Dieci Giornate di Brescia.
Per ben dieci giorni consecutivi, infatti, le truppe organizzate dal Boifava e dallo Speri erigono barricate e sostengono a Sant’Eufemia e sui Ronchi una lotta impari contro le truppe austriache, inutilmente convinti dell’imminente arrivo dell’esercito sabaudo e del suo sostegno; l’esercito piemontese, invece, subisce una pesante sconfitta a Novara e la tenace resistenza deve capitolare. Don Boifava è costretto ad un secondo esilio in Svizzera.
Oltre che all’attività pastorale, don Pietro si dedicò anche alla vita amministrativa del paese. Dal 1860 al 1862 fu sindaco e dal 1865 al 1870 consigliere e giudice conciliatore. Tuttavia, come sindaco sembrò non essere particolarmente favorevole alla politica del governo nazionale.
Dopo la parentesi amministrativa don Pietro si dedicò esclusivamente alla semplice attività pastorale, vivendo gli ultimi anni della sua esistenza in condizioni di estrema povertà per aver devoluto tutti i suoi averi ai poveri del paese.
La sua morte giunse, all’età di ottantacinque anni, il 16 ottobre 1879. Alla sua memoria sono stati intitolati a Serle la piazza principale, dove sono situati proprio la parrocchiale ed il municipio nel quale Boifava esercitò la sua fervente attività, un cinema e un museo collocato nella vecchia abitazione ristrutturata.